Computer sempre più lento ? Facciamolo respirare con un po’ di manutenzione !

Ultimamente il computer della mia dolce metà ha iniziato a fare storie, avviandosi pigramente in più del doppio del tempo, rallentando vistosamente durante la navigazione, laggando durante le partite a The Elder Scrolls Online e così via.

A colpo d’occhio sembrava tutto ok: nessun virus segnalato da Kaspersky Antivirus, nessuna toolbar indesiderata nei browser, niente popup e un bel po’ di spazio libero nei due hard disk. Eppure anche subito dopo un riavvio il PC sembrava già “affaticato”, così impegnato durante il primo minuto da non riuscire ad aprire neppure la cartella documenti, sul desktop. Inoltre programmi che si sono sempre comportati bene, come Windows Live o lo stesso Explorer, hanno iniziato a bloccarsi rendendo inaffidabile l’intero sistema.

PERCHÈ IL COMPUTER RALLENTA ?

Indipendentemente dal tipo di hardware e dalla versione di Windows, dopo qualche tempo i computer iniziano sempre a perdere colpi, soprattutto se si ha l’abitudine di navigare molto, guardare video in streaming, provare svariati giochi e programmi e, insomma, sfruttare il pc come si deve. Questi rallentamenti, più o meno importanti, sono spesso dovuti al carico di lavoro che deve affrontare Windows per eseguire i programmi.

In una situazione normale il sistema operativo legge un programma dal disco, lo carica nella memoria ram e lo esegue; poi carica tutte le sue dipendenze (librerie, script, database, file …), sempre “spostandosele” dall’hard disk alla ram, e finalmente lo rende disponibile all’utente, aprendo la sua finestra a video. La cosa è piuttosto lineare, come se in un giorno di vacanza decidessi di leggere un libro e andassi a prenderlo in biblioteca per godermelo comodamente sul divano del mio salotto.

Ma se proprio quel giorno, non avendo riordinato la camera dovessi andare alla ricerca dei vestiti ? E se fuori ci fosse una processione o un traffico infinito, o se la biblioteca per assurdo fosse così enorme che per andare alla Z del mio libro preferito, “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta“, rimpiangessi di non esserci entrato in bici ? E ancora, se il libro fosse insieme agli altri in una cesta tipo quelle delle offerte dei supermercati e dovessi cercarmelo ? Poi, finalmente sul divano con la mia lettura, potrei anche scoprire di dover leggere due volte le cose perché ho la testa piena di pensieri … Insomma a fine giornata finirei per aver letto a malapena il primo capitolo !

Ed è più o meno questo ciò che succede al nostro PC:

  • per preparare un programma all’esecuzione si ritrova a cercare i pezzi dei suoi file in giro per il disco, perché non sono mai stati riordinati: questo problema deriva dalla frammentazione dei file sull’hard disk;
  • al momento dell’esecuzione di un’applicazione, ha una tale coda di cose da fare che si trova costretto a dare fondo a tutte le sue risorse per avvicendarsi tra un programma e l’altro dovendo dar retta anche all’utente: i numerosi programmi in background occupano la memoria ram e il processore, lasciando meno spazio a quelli in primo piano;
  • alcune operazioni vengono salvate e lette in file temporanei in speciali cartelle che a volte crescono fino a diventare troppo enormi da catalogare in tempi brevi: i cookie e i file temporanei vanno tenuti sotto controllo;
  • alcune informazioni delle applicazioni vengono salvate nei registri di sistema, un grosso database cui Windows accede di continuo: più questo è grande e pieno di informazioni, più tempo il sistema ci metterà a trovarle.

In generale l’utilizzo prolungato del PC, senza un’adeguata manutenzione, può portare quindi ad avere questi problemi:

  • frammentazione degli hard disk (non valido per gli SSD)
  • troppi programmi in background, widget e toolbar
  • cartelle temporanee e disco in generale troppo pieno
  • registri di sistema non ottimizzati per una rapida lettura

Questo surplus di informazioni, spesso inutili e organizzate in modo disordinato, è causato in parte da come Windows gestisce le cose, e in parte da quanto l’utente sfrutta il suo PC, quanta manutenzione fa e quanti programmi installa.

Si pensi alle iconcine vicino all’orologio di Windows: quante ce ne sono ? Antivirus, Skype, Steam, widget vari, Adobe e Java Updater, il cloud, il programma della stampante, quello di backup, quello per la masterizzazione e chi più ne ha più ne metta ! Tutte applicazioni che partono all’avvio di Windows, e magari ognuna di esse è spezzettata per l’hard disk o richiede informazioni da prelevare da registri di sistema colmi di “chiavi” inutili.

PULIZIA DEL DISCO DI SISTEMA

La prima cosa da fare è far respirare un po’ il disco C:.

Se lo spazio libero è limitato, ad esempio 20 GB o meno (o meno del 10% dello spazio totale) conviene prima liberare le cartelle documenti e il desktop dai file inutili, e/o spostarli su un secondo hard disk. Avere più spazio disponibile significa velocizzare le operazioni di manutenzione, ottimizzazione e ricerca dei problemi e dei virus. Inoltre è consigliabile tenere i propri documenti su un disco differente in modo da metterli al riparo da eventuali guasti del disco di sistema (il più stressato) e facilitare un’eventuale deframmentazione di C:.

Iniziamo con la pulizia degli hard disk per poi passare all’ottimizzazione di sistema e alla deframmentazione del disco

Come primo strumento consiglio la funzione Pulizia disco di Windows, che permette di selezionare ciò che si vuole cancellare visualizzandone anche le dimensioni e una descrizione. E’ piuttosto utile per capire cosa si sta andando a cancellare e la sua funzione principale.

Pulizia Disco

  • cliccare su Start e digitare “pulizia disco” nel campo di ricerca
  • cliccare ora sul primo risultato Pulizia disco, selezionare l’unità da pulire e premere [OK]
  • attendiamo che Windows faccia i suoi calcoli …
  • nella finestra Pulizia disco, selezionare gli elementi da cancellare e premere [OK]

pulizia-disco

 

Piriform CCleaner

Un prodotto gratuito molto utilizzato e, secondo me piuttosto valido è CCleaner della Piriform. Esegue una pulizia approfondita dei file temporanei, permette di ripulire i registri di sistema e ha anche alcuni strumenti utili per disinstallare i programmi o modificare quelli che partono all’avvio del computer. Dalla versione 5 CCleaner è in grado di restare sempre attivo e mantenere puliti disco e registri senza interventi da parte dell’utente.

Ovviamente non è l’unico, e alcune sue funzioni possono essere svolte in maniera più approfondita (e rischiosa, a volte) da altri ottimi software. Ad esempio IObit Uninstaller è un ottimo programma per disinstallare anche forzatamente i programmi e le toolbar, che esegue una ricerca nel disco e nei registri di sistema ed elimina ogni traccia del programma disinstallato. Wise Registry Cleaner è un altro ottimo programma gratuito per la pulizia dei registri di sistema, in grado di identificare le chiavi corrotte, duplicate o inutili ed ottimizzare i registri in modo piuttosto efficace.

  • scarichiamo CCleaner da qui: www.piriform.com/ccleaner/download e installiamolo lasciando le opzioni di default. Volendo è possibile selezionare la cartella di destinazione e installarlo su un diverso hard disk
  • finita l’installazione apriamolo facendo doppio click sulla sua icona sul desktop
  • a sinistra c’è il menù principale: Pulizia, Registro, Strumenti, Opzioni e Upgrade. All’avvio CCleaner presenta la finestra Pulizia che è anche quella che serve a noi
    ccleaner
  • se il programma non è in italiano, clicchiamo su Options e a sinistra su Settings (la prima voce in alto), e selezioniamo la lingua Italiana. Clicchiamo poi su Pulizia per tornare alla finestra precedente
  • subito sulla destra del menù abbiamo la colonna di selezione degli elementi da cancellare; è possibile selezionare qualsiasi elemento senza rischi, ma pulendo ad esempio le password salvate, dovremo poi digitarle nuovamente al prossimo accesso sul relativo sito. La voce finale “bonifica spazio libero” è invece un’operazione un po’ lunga e non sempre utile perché va a scrivere degli zeri in tutto lo spazio libero del disco, in modo da eliminare definitivamente ogni traccia dei dati già cancellati.
  • premendo il pulsante [Analizza] verrà fatta un’analisi dei file da cancellare. Durante questa operazione è necessario chiudere il browser per permettergli di catalogare i file temporanei e i cookie. Su un PC con anni di funzionamento e mai pulito, l’analisi potrebbe metterci anche 1 ora … non vorrei spaventare nessuno ma mi è capitato più di una volta di lanciarla di sera e trovarla ancora al 50% la mattina dopo ! Sul mio PC, che pulisco ogni mese più o meno, ci mette 1 minuto al massimo.
  • premiamo ora il pulsante Avvio pulizia per far partire la fase di cancellazione dei file e attendiamo che finisca di lavorare. Durante questa fase è possibile lavorare ma ad un certo punto CCleaner ci chiederà di chiudere il browser.

OTTIMIZZAZIONE DEL DISCO E DEL SISTEMA

1 – Mettiamo i documenti in salvo

Con Windows è possibile spostare le cartelle utente (documenti, video, musica, immagini e persino il desktop) in una posizione differente dall’originale, che si trova nel disco C: (c:\users\<nome-utente>\Documenti, ad esempio), senza che sul desktop cambi nulla. Basta aprire la cartella dell’utente, cliccare il tasto destro su ogni sotto cartella che si vuole spostare, e selezionare Proprietà; cliccando sulla scheda Percorso è possibile inserire il nuovo path della cartella. archiviazione2

Ad esempio, se abbiamo un disco dati E:, basta sostituire “C:” con “E:” e premere [OK] perché Windows crei il nuovo percorso nel disco E: . Fatto ciò, i nostri documenti verranno spostati nel disco secondario liberando spazio su C: .

Infine, se abbiamo lasciato il desktop su C:, converrebbe spostare tutti i nostri file nelle cartelle corrette. Documenti World, Pdf, video, mp3 e immagini possono essere spostati nelle giuste cartelle, e poi linkati sul desktop, se li si vuole a portata di mano.

Mettere in ordine i propri documenti semplifica anche eventuali operazioni di backup su disco esterno o su Cloud.

2 – hiberfil.sys: ci serve davvero ?

Se non usiamo la funzione di ibernazione del computer, possiamo recuperare 3 o più giga di spazio sul disco C:. L’ibernazione infatti salva lo stato della macchina in un grosso file nascosto nella radice del disco di sistema (C:\hiberfil.sys): è possibile vederlo solo attivando la visualizzazione dei file nascosti e protetti di sistema.

Per eliminare questo file basta utilizzare un semplice comando da digitare da riga di comando (una finestrella “dos”) con privilegi di amministratore:

  • cliccare su Start > Tutti i programmi > Accessori *
  • cliccare col pulsante destro del mouse su Prompt dei comandi e selezionare Esegui come amministratore *
  • all’apertura della console di comando, digitare powercfg -h off e premere invio.
  • il file è stato cancellato: digitare “exit” o chiudere la finestra con la [x]

* per aprire il prompt è possibile anche cercare “cmd.exe” nel campo di ricerca del menù Start.

dos-powercfg

Per riabilitare l’ibernazione, basterà digitare powercfg -h on.

3 – Disinstalliamo i programmi inutili

Siamo sicuri di utilizzare tutti i programmi che abbiamo installato sul nostro PC ? E siamo altrettanto sicuri che nessuno di quei programmi abbia installato applicazioni secondarie di cui ignoriamo persino l’esistenza ? Direi che vale la pena dare un’occhiata allora !

Posso proporre tre modi differenti per elencare i programmi installati ed eliminare quelli inutili:

  • Programmi e funzionalità di Windows
  • CCleaner uninstaller
  • IOBit Uninstaller

Programmi e funzionalità

ha il vantaggio di poter visualizzare anche gli aggiornamenti installati e permettere di disattivare/attivare le funzionalità di Windows. Per accedervi basta cliccare su Start > Pannello di controllo, e poi sulla voce Programmi e funzionalità. Consiglio di impostare la visualizzazione dei programmi del pannello di controllo con “icone grandi/piccole” evitando l’opzione “categorie” che secondo me complica la ricerca dello strumento che ci serve.

Cliccando il tasto destro del mouse su un programma e selezioniamo disinstalla per avviare la procedura di disinstallazione.

programmi-e-funzionalita

CCleaner uninstaller

è semplicemente una funzione di CCleaner alternativa a quella di Windows. Se lo abbiamo già installato, facciamolo partire e clicchiamo su Strumenti nel menù di destra. Anche qui basta selezionare il programma e premere su [Disinstalla].

ccleaner-uninstaller

 

IObit Uninstaller

A differenza dei primi questo tool due aggiunge alcune funzioni per la rimozione approfondita e forzata delle applicazioni e relative dipendenze. In pratica dopo aver disinstallato un programma, esegue una ricerca di tutti i file, le cartelle e le voci di registro ad esso connesse, e le elimina previa approvazione dell’utente. Inoltre se un programma non vuole disinstallarsi restituendo errori o peggio, impedendo all’utente di rimuoverlo, IObit Uninstaller è capace di eliminarlo definitivamente cancellando tutte le sue dipendenze.

  • scarichiamo IObit Uninstaller da qui: www.iobit.com/it/advanceduninstaller.php e installiamolo
  • nella prima finestra dell’installazione, deselezioniamo l’opzioneInstalla Advanced SystemCare per ottimizzare il PC con 1-Click” o qualsiasi altra che ci viene proposta, mentre lasciamo selezionata la spunta relativa ai termini di licenza
  • finita l’installazione, doppio click sull’icona per aprire il programma. Il menù è piuttosto completo ma molto semplice: a sinistra le categorie di programmi (applicazioni, toolbar, gestione di Windows e strumenti) e in centro l’elenco dei programmi installati.
  • clicchiamo col destro sul programma da rimuovere e selezioniamo “disinstalla”
  • per la disinstallazione forzata bisogna selezionare il programma e cliccare in alto, sulla destra, sul cestino.
  • a fine installazione IObit Uninstaller ci chiederà se vogliamo trovare e rimuovere anche tutte le dipendenze, per eliminare tutte le tracce del programma dal sistema. Così facendo verranno cancellate anche le voci di registro e i files utili a ripristinare eventualmente l’ultima configurazione in caso di reinstallazione, quindi valutiamo bene il da farsi.

IObit-uninstalller1

 

4 – Disabilitiamo i programmi in background

Come accennato prima, Windows è composto da tantissimi programmi “invisibili” che ne gestiscono le varie funzionalità. In più, tanti altri li installiamo noi, a volte senza neanche rendercene conto.

Qualche esempio: Skype, Dropbox, Steam, Nero, Office e programmi simili si attivano all’avvio di Windows, in parte per essere già attivi e pronti all’uso, come Skype, e in parte per poter almeno gestire rapidamente alcune richieste legate alle sue funzionalità, come Nero o Open Office. Steam parte in modo da poter aggiornare i giochi mentre lavoriamo, e Dropbox per potersi allineare subito con il Cloud.

Adobe, Java, nVidia e altre applicazioni installano gli “updater”, che sono sempre attivi e ricevono le notifiche degli aggiornamenti da Internet, per poi poterli proporre all’utente, mentre solitamente i driver della stampante installa anche una suite che comprende un programma in background che monitora il stato della stampante, propone aggiornamenti e gestisce il pool di stampa insieme a Windows.

Skype, Steam e altri hanno un’opzione apposita nel menù impostazioni, con cui disabilitare la partenza all’avvio di Windows, mentre molti non prevedono questa possibilità.

app-in-background

Molti programmi in background sono visibili cliccando sulla freccina vicino all’orologio di Windows, in basso a destra. Se poi clicchiamo col pulsante destro su un’iconcina, solitamente appare un menù con cui è possibile chiudere l’applicazione, oltre che richiamare le sue diverse funzionalità.

Tanti altri programmi non sono invece visibili con la funzione “Mostra icone nascoste” appena vista, dunque è necessario usare una funzione particolare, con cui sarà possibile anche disattivarne l’esecuzione.

Sia CCleaner sia Windows ci offrono la possibilità di disattivare l’esecuzione dei programmi in background in modo che possiamo decidere di non caricare il sistema all’avvio, ed eseguirli manualmente quando necessario. L’iconcina di Office, piuttosto che quella della stampante o di Adobe, ad esempio, rappresentano applicazioni che in ogni caso partono quando apriamo un pdf, un documento Word, o lanciamo una stampa. nVidia ci propone gli aggiornamenti, ma possiamo sempre andare sul sito dei driver una volta ogni tot mesi a dare un’occhiata, risparmiando a Windows l’esecuzione di tutti questi widget.

Quando disabilitiamo un programma in background, non lo stiamo cancellando, ma andiamo solo a scrivere nei registri di sistema che quel programma non va eseguito alla partenza di Windows.

CCleaner, strumento “Avvio”

Prima di iniziare: stiamo per mettere mano ai registri di sistema, anche se in modo trasparente e decisamente poco pericoloso, ma consiglio comunque di creare un punto di ripristino e poi proseguire con l’ottimizzazione.

Anche qui CCleaner ci viene in aiuto. E’ il metodo più semplice dei due, e più guidato, ma non offre l’accesso ai servizi di Windows. Alcuni programmi hanno infatti compiti speciali e si registrano come servizi: sono di un livello superiore ai programmi, più “vicini” al sistema operativo e definitivamente invisibili. Spesso un servizio va a supporto di un programma in background, come quelli della stampante, nVidia GeForce Experience o Comodo Backup, e sono quelli che potrebbero interessare a noi.

In ogni caso CCleaner ci permetterà di disabilitare la maggior parte dei programmi all’avvio che ci sembrano inutili.

ccleaner-avvio

  • Se abbiamo già installato CCleaner, eseguiamolo e clicchiamo su Strumenti, nel menù a sinistra, e su Avvio, nel menù centrale
  • nella finestra centrale verranno elencate le voci di registro che hanno il compito di avviare i programmi. Ogni voce riporta il nome dell’applicazione e il relativo file che deve essere eseguito: selezioniamo ad esempio AdobeAAMUpdater, o Dropbox Update, Steam o un altro programma di aggiornamento e premiamo su Disattiva.
  • per provare la nostra nuova configurazione, chiudiamo CCleaner e riavviamo il PC. Ad avvio ultimato verifichiamo le icone nascoste per constatare che il programma non sia effettivamente partito, o cerchiamolo usando il Task Manager (Ctrl-Alt-Canc > Gestione attività).

Configurazione di Sistema (msconfig)

Msconfig è un modulo di Windows che permette di gestire l’avvio del sistema: da quale partizione partire, in quale modalità e quali servizi e programmi eseguire. E’ utile per avviare il PC in modalità provvisoria (Opzioni di avvio > Modalità provvisoria), per eseguire altri tool di sistema di Windows (scheda Strumenti) o per far scegliere quali servizi eseguire (scheda Servizi / Avvio / Generale).

msconfig1

  • Clicchiamo su Start e digitiamo msconfig nel campo di ricerca, poi clicchiamo su msconfig.exe, oppure premiamo i tasti [windows] + [R] sulla tastiera per aprire la finestra Esegui, digitiamo msconfig e premiamo [OK]
  • nella finestra Configurazione di sistema clicchiamo sulla scheda Avvio e osserviamo l’elenco che appare: sono più o meno i programmi elencati precedentemente da CCleaner.
  • togliamo la spunta da quelli che riteniamo inutili
  • passiamo ora alla scheda Servizi e mettiamo la spunta sull’opzione Nascondi tutti i servizi Microsoft per evitare di disabilitare un servizio essenziale
  • anche qui eliminiamo i servizi che ci sembrano superflui evitando di disabilitare quelli di cui non conosciamo l’origine o la funzione. Un ottimo modo per capire a che servono alcuni servizi è quello di fare una ricerca su Google 🙂
  • infine clicchiamo sulla scheda Generale e osserviamo le opzioni di avvio: invece di “Avvio normale” ora è selezionato “Avvio selettivo“, perché abbiamo disabilitato alcuni elementi di avvio

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  • premiamo [OK] e scegliamo se riavviare subito il PC o farlo dopo. Una volta riavviato, controlliamo le nostre icone nascoste, che a questo punto saranno sempre di meno !

PULIZIA DEI REGISTRI DI SISTEMA

Dopo aver pulito per bene il disco e disinstallato i programmi inutili, ora è il turno dei registri di sistema. La disinstallazione di toolbar e applicazioni lascia sempre qualche strascico, per non parlare di Windows update. Anche qui CCleaner ci viene in aiuto con un’operazione di pulizia davvero efficace, ma per andare oltre, ottimizzarli e trovare le chiavi più nascoste e delicate, possiamo usare Wise Registry Cleaner.

CCleaner: pulizia registri

ccleaner-registri

Se CCleaner è già installato, passiamo subito alla sezione dei registri, aprendo il programma e cliccando su Registro nel menu di destra. Clicchiamo poi sul pulsante azzurro in basso [Trova problemi] e attendiamo che CCleaner finisca la scansione. E’ possibile anche deselezionare la voci che non si vogliono cancellare togliendo la relativa spunta. Ora clicchiamo su [Ripara selezionati], in basso a destra, e successivamente decidiamo se fare il backup dei registri prima che vengano ottimizzati: verrà salvato un file con estensione “.reg” che può essere importato nei registri per ripristinare le chiavi eliminate. CCleaner ci chiederà la conferma per ogni chiave cancellata, includendo anche una sua descrizione, ma cliccando su [Ripara selezionati] l’operazione verrà portata a termine senza più conferme.

Wise Registry Cleaner

Questo programma è decisamente più potente del primo, permette di capire il livello di sicurezza della cancellazione delle chiavi e di fare il backup dei registri e ripristinarlo in caso di ripensamenti.

  • Scarichiamo Wise registry Cleaner da qui:
    www.wisecleaner.com/wise-registry-cleaner.html
  • procediamo con l’installazione facendo attenzione a rifiutare qualsiasi offerta che ci viene fatta, cliccando sul pulsante [Decline] o deselezionando eventuali opzioni
  • a fine installazione eseguiamolo e quando richiesto, approfittiamone per farci fare un backup dei registri o un punto di ripristino: lo farà WRC per noi
  • clicchiamo ora sul pulsante centrale [Scansione approfondita] e attendiamo i risultati
  • ogni icona azzurra rappresenta una tipologia di chiavi con relativi errori rilevati: cliccando su una di esse apparirà la finestra dei dettagli che elenca le chiavi ritenute corrotte e, selezionandone una è possibile vederne la descrizione. Le chiavi non selezionate sono quelle che WRC ritiene sia meglio non cancellare.
  • premiamo il pulsante verde [Pulizia] per avviare la pulizia dei registri.

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Facendo prima una pulizia con CCleaner e poi una scansione con Wise Registry Cleaner, potremo verificare quanti problemi in più è in grado di rilevare e sistemare quest’ultimo.

DEFRAMMENTAZIONE DEI DISCHI

Nota: da non eseguire sui dischi SSD !!

Un’ultima operazione importante è la deframmentazione dei dischi, soprattutto quello di sistema. Ora che abbiamo cancellato tantissimi file inutili, e spostato su un secondo disco o partizione i nostri documenti (non indispensabile), possiamo riorganizzare i dati in modo che Windows non faccia fatica a leggerli.

In parole tanto semplici quanto imperfette, i file sono fatti da tanti byte in sequenza come una parola è fatta di lettere, e vengono salvati sull’hard disk uno dopo l’altro, in fila. Quindi se ho un file grosso 100 byte, uno da 20 e uno da 50, sul disco verranno occupati 170 byte. Se poi cancello il secondo file, liberando 20 byte, il disco sarà così gestito: i primi 100 byte occupati dal primo file, i 20 successivi liberi, e i 50 seguenti occupati dal terzo file. Se subito dopo decido di copiare un nuovo file sul disco, come un’immagine che pesa 80 byte, questa non verrà salvata in un settore da 80 byte liberi del disco, ma verrà spezzata in modo da occupare i primi 20 byte liberi e i successivi 60, subito dopo il terzo file.

Una speciale tabella nell’hard disk (Master File Table o MFT, per le partizioni NTFS) si occuperà poi di gestire l’intero elenco di file e cartelle memorizzate sul disco, e relative posizioni.

Un file frammentato significa che potrebbe essere composto da 2, 3 o persino 10 o 20 pezzi in giro per il disco, e quando Windows deve leggerlo, gli tocca leggere l’indice (TOC), individuarne tutti i pezzi e recuperarli uno alla volta. Gli hard disk sono meccanici e composti da un piattello che gira vorticosamente (5.400 giri/min, o 7.200 e persino 10.000 giri) e da una “testina” con un lettore laser che va su e giù, dall’esterno del piattello verso l’interno. Sta a voi immaginare quanti movimenti in più deve fare la testina, e quanto tempo perso a mettere insieme i frammenti !

Proprio per le differenze costruttive tra hard disk e “disco” SSD, questi ultimi non vanno deframmentati. Oltre ad assicurare solo un certo numero di letture e scritture, oltre il quale un SSD diventa inaffidabile, questi dischi non hanno parti meccaniche pertanto la latenza causata dal recupero dei pezzi di file è praticamente pari a zero. Deframmentare un SSD ne riduce il ciclo vitale e non produce un incremento di prestazioni evidenziabile.

Al contrario, quando un disco di sistema è esageratamente frammentato, una deframmentazione approfondita assicura un evidente aumento di prestazioni del sistema operativo, oltre a migliorare la stabilità dei programmi. Le latenze tra un’operazione e l’altra diminuiscono, la maledetta rotellina di attesa si fa vedere meno, i giochi partono prima e con prestazioni migliori e a volte alcuni programmi smettono “magicamente” di crashare.

Recentemente mi è capitato di deframmentare in PC con ben 20 GB di email archiviate, e come per incanto Windows Live ha spesso di impazzire nel tentativo di caricare il milione di email frammentate come coriandoli in giro per il disco.

Utilità di deframmentazione dischi di Windows

Anche in questo caso Windows mette a disposizione un tool per ottimizzare gli hard disk.

defrag-win1

  • Apriamo Gestione Risorse e visualizziamo l’elenco degli hard disk (doppio click sull’icona Computer, sul desktop o nel menù Start)
  • cliccando il tasto destro del mouse sul disco da deframmentare (es. C:), selezioniamo Proprietà per aprire l’omonima finestra
  • selezioniamo ora la scheda Strumenti e clicchiamo sul pulsante [Esegui Defrag]
  • nella finestra che segue facciamo partire la deframmentazione: durante l’operazione di ottimizzazione è possibile continuare a lavorare. Inoltre, la procedura può essere sospesa per poi terminarla del tutto o riprenderla più avanti. In ogni caso il lavoro svolto fino a quel momento non viene perso del tutto perché i file ottimizzati resteranno comunque deframmentati e non verranno più toccati.

Auslogics Disk Defrag

L’utilità di Windows è funzionale ma non permette di avere la situazione sotto controllo, capire cosa viene fatto e verificarne l’efficacia. Diversi programmi free sanno fare la stessa cosa, spesso meglio e in modo trasparente e intuitivo. Unico neo: la versione free pare essere sono in inglese.

La cosa vale anche per Auslogics Disk Defrag, ottima suit che si integra con Windows, lavora in background e consente di decidere cosa frammentare, e soprattutto capire quali file non si riesce a deframmentare, in modo da poter valutare se cancellarli, ricrearli o lasciarli come stanno.

  • Scarichiamo Disk Defrag da qui:
    www.auslogics.com/en/software/disk-defrag
  • installiamolo selezionando l’opzione Custom Install (advanced) in modo da poter togliere la spunta da Install Auslogics BoostSpeed ed eventualmente cambiare la cartella di destinazione
  • a fine installazione eseguiamolo e osserviamo la finestra principale: in alto sono elencati gli hard disk con la possibilità di escluderli dalla deframmentazione; se un disco è SSD lo si vede dall’elenco e basta deselezionarlo. Subito sotto si trova il pulsante [Defrag] che ha anche un menù  a tendina dove è possibile scegliere Analyze e analizzare i dischi prima di deframmentarli. Al centro abbiamo la rappresentazione grafica dei file salvati sul disco selezionato: ogni quadratino rappresenta un blocco di file e il suo colore ne definisce lo stato. Verde per ok, rosso per frammentato, grigio per non deframmentabile, e così via. Infine nella parte bassa ci sono le varie schede per i dettagli dei blocchi selezionati, ed altre funzioni di diagnostica, come S.M.A.R.T. . Tutte le opzioni, fatta eccezione di quest’ultima e del defrag implicano l’acquisto della licenza.
  • selezioniamo i dischi da analizzare, clicchiamo sul triangolino nella parte sinistra del pulsante [Defrag] e avviamo l’analisi (Analyze) per vedere lo stato del disco. A fine analisi, sulla destra di ogni disco verrà riportata la percentuale di frammentazione
  • Infine premiamo su [Defrag] per far partire l’operazione di deframmentazione.

auslogics-disk-defrag

Il programma potrebbe poter lavorare delle ore, se non tutto il giorno o più: sebbene si possa continuare a lavorare, in fase di manutenzione intensiva e quando il PC necessita di una deframmentazione consistente, sarebbe meglio farlo di notte lasciandolo lavorare tranquillamente. Inoltre in questi casi sarà necessario fare più deframmentazioni, fino a portare a zero la percentuale di file frammentati.

Per un risultato ancora migliore possiamo selezionare l’opzione Defrag & optimize dal menu a tendina del pulsante [Defrag]: l’operazione sarà più lenta ma i file verranno ordinati per ottimizzarne al massimo la lettura.

Auslogics Disk Defrag può lavorare anche in background: una volta terminata la prima e massiccia deframmentazione, apriamo il programma e clicchiamo sul menù in alto Settings > Scheduler. Abilitiamo l’opzione Defragment automatically e scegliamo quando, quali dischi e se eseguire l’operazione anche quando il PC è alimentato a batteria, quando si esegue un programma a schermo intero (mentre si gioca o si guarda un film è meglio sospenderla) e se creare un report.

Deframmentazione approfondita in modalità provvisoria

I programmi che deframmentano i dischi cercano di spostare i file finché non riescono a ricostruirli senza frammenti. Ciò significa che se un file è in uso, non potrà essere deframmentato.

Non usare il computer però non basta a “liberare” tutti i file, perché molti appartengono a moduli di Windows e a programmi in background. Spesso questi file sono piuttosto grandi e soprattutto sono proprio quelli più usati, che si vorrebbe deframmentare per velocizzarne la lettura !

Un’ottima soluzione quindi sarebbe quella di evitare che vengano eseguiti, e per farlo ci basta riavviare Windows in modalità provvisoria. In questa modalità il sistema carica solo i driver indispensabili per il suo funzionamento, evitando programmi in background, widget, driver di periferiche e applicazioni varie.

Per avviare il PC in modalità provvisoriaeseguiamo msconfig, clicchiamo sulla scheda Opzioni di avvio e mettiamo la spunta su Modalità provvisoria, selezionando l’opzione Minima. Poi premiamo [OK] e riavviamo il PC.

msconfig3

Una volta in modalità provvisoria facciamo un giro o più di deframmentazione/ottimizzazione e riavviamo nuovamente il computer per caricare Windows in modalità normale. Se non dovesse succedere, per uscire dalla modalità provvisoria riapriamo msconfig e deselezioniamo l’opzione precedentemente attivata.

Deframmentazione di pagefile.sys

La memoria virtuale è un grosso file sul disco che Windows usa quando si satura la ram. La dimensione di questo file può essere decisa dal sistema sul momento, oppure fissa e impostata dall’utente in modo che venga creato una sola volta e sia delle dimensioni desiderate.

Solitamente pagefile.sys è delle stesse dimensioni della ram installata, quindi se abbiamo 8 GB di ram, il file sarà di altrettanti GB. Quando questo viene creato in un disco già pieno e frammentato, viene scritto in blocchi non contigui, ovvero in più frammenti, coinvolgendo anche altri pezzi di altri file che occupano parte degli stessi blocchi. Il risultato è una memoria virtuale lenta e non ottimizzata, e diversi altri file non deframmentabili.

Per poter vedere pagefile.sys è necessario prima abilitare la visualizzazione dei file nascosti e protetti di sistema. Per farlo, apriamo una finestra di Explorer (Documenti, ad esempio), premiamo [Alt] per far apparire la barra dei menù a tendina, e clicchiamo su Strumenti > Opzioni cartella per far apparire l’omonima finestra. Clicchiamo ora sulla scheda Visualizzazione e cerchiamo le due opzioni in elenco: “Visualizza cartelle, file e unità nascoste” e “Nascondi i file protetti di sistema“. Selezioniamo la prima e togliamo la spunta dalla seconda, confermando eventuali avvisi di Windows, e premiamo [OK] per chiudere la finestra.

opzioni-cartella

Da adesso in poi si vedranno tantissimi file e cartelle dall’icona semi trasparente che prima non c’erano: sono gli elementi che Windows in genere nasconde perché l’utente non deve accedervi. Sono indispensabili per il funzionamento del sistema e non bisogna cancellarli ne spostarli ! In ogni caso, ora se guardiamo il contenuto del disco C: dovremmo poter vedere anche pagefile.sys, e le relative dimensioni.

Con Auslogic Disk Defrag, o un qualsiasi altro programma in grado di visualizzare lo stato di frammentazione dei file, facciamo un analisi del disco C: e clicchiamo sulle aree grigie, quelle non deframmentabili, per vedere che file contengono. Se abbiamo la memoria virtuale impostata, dovremmo trovare facilmente pagefile.sys in una di queste aree, che occupa tanti blocchi grigi. Se vi sono più aree grigie separate tra loro, e/o se i blocchi corrispondenti contengono tanti altri file, oltre al nostro pagefile.sys, allora è il caso di deframmentare anche lui.

In realtà pagefile.sys non verrà deframmentato, perché noi faremo in modo che venga cancellato dal sistema prima di deframmentare il disco, dopodiché ne ricreeremo uno nuovo con dimensioni fisse, non frammentato.

Disabilitiamo la memoria virtuale:

  • Chiudiamo Defrag, poi clicchiamo col destro sull’icona Computer e su Proprietà: si aprirà la finestra Sistema, apribile anche dal Pannello di Controllo
  • clicchiamo ora a sinistra su “Impostazioni di sistema avanzate” per aprire la finestra di impostazioni avanzate
  • nella scheda Avanzate, area Prestazioni, clicchiamo sul primo pulsante [Impostazioni] per aprire la finestra Opzioni prestazioni
  • anche qui c’è una scheda Avanzate: attiviamola e clicchiamo sul pulsante [Cambia] per modificare il file della memoria virtuale

pagefile

  • per disattivare il file di paging dovremo disattivare l’opzione “Gestisci automaticamente le dimensioni file di paging per tutte le unità” e, sotto all’elenco delle unità, selezionare l’ultima opzione “Nessun file di paging” e premere [Imposta]
  • confermiamo ogni azione quando richiesto, e riavviamo il PC.

Ora il nostro computer avrà a disposizione solo la ram come memoria primaria, quindi, a seconda di quanta ne abbiamo installata, programmi e operazioni varie potrebbero subire rallentamenti. In ogni caso questa condizione durerà fino a deframmentazione ultimata, dopodiché provvederemo a reimpostarla.

Prima di continuare, verifichiamo che il file di paging sia stato cancellato:

  1. torniamo sulle opzioni delle prestazioni e verifichiamo che nel riquadro Memoria virtuale ci sia scritto che non abbiamo nessun file di paging. Se non è così, clicchiamo nuovamente su [Cambia] per capire cosa abbiamo sbagliato. E’ possibile che in precedenza sia stato impostato un file di paging su una unità diversa  da C:.
  2. apriamo Explorer e controlliamo la root di C:. Con le opzioni di visualizzazione dei file protetti di sistema attivate, se il file pagefile.sys è ancora presente significa che non è stato cancellato. Se al punto 1 risulta che non viene utilizzata alcuna memoria virtuale, possiamo tranquillamente cancellarlo e svuotare il cestino.

A questo punto consiglierei di riavviare il PC in modalità provvisoria prima di procedere con la deframmentazione. Deframmentiamo e ottimizziamo il disco C: più volte e un ultima volta con l’opzione “Defrag & optimize” di Auslogics Disk Defrag e, una volta raggiunto il risultato desiderato, riavviamo il PC in modalità normale e reimpostiamo la memoria virtuale:

  • torniamo alla finestra Memoria virtuale: Computer > proprietà > Impostazioni di sistema avanzate > scheda Avanzate > Impostazioni (Prestazioni) > scheda Avanzate > Cambia (Memoria virtuale)
  • selezioniamo il disco C:
  • clicchiamo su “Dimensioni personalizzate”
  • inseriamo la quantità di ram che abbiamo installato sul computer nei campi Dimensioni iniziali e Dimensioni massime, espresse in MB. Ad esempio se si hanno 8 GB di ram, inseriamo 8.000 nei due campi. Per essere più precisi potremmo moltiplicare il numero di Giga per 1024: 8 x 1024 = 8192 MB
  • premiamo su [Imposta], confermiamo l’operazione ed eventualmente riavviamo il PC, se richiesto.

Il file di paging verrà ricreato ora tutto in una volta e in blocchi contigui, ovvero occupando una sola area del disco, massimizzando finalmente le sue prestazioni.

E finalmente, dopo tutta questa fatica, il nostro computer potrà dare il massimo di se’ ! Certo, alcune situazioni possono essere davvero irrecuperabili, e in questo caso potrebbe volerci una bella riformattazione, oppure derivare da fattori esterni come la presenza di adware, malware o virus in genere, per i quali è richiesta un’azione di rimozione virus o anche qui, una riformattazione.

In ogni caso, fare questo lavoro di manutenzione una volta ogni tanto, unitamente all’installazione di un buon antivirus e ad una navigazione responsabile, fa piuttosto bene al computer e spesso consente proprio di non arrivare a situazioni critiche.

 

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