Dual boot Windows 10 + Windows 7: errore di installazione 0x80300024

Recentemente mi è capitato di dover predisporre un dual boot su un Asus n552vw che monta Windows 10 di serie. La necessità di utilizzare un’apparecchiatura radiografica portatile fornita con i soli driver per Windows 7 a 32 bit mi ha portato a dover fare una scelta tra:

  • acquistare un netbook con Windows 7 a 32 bit da allegare all’apparecchiatura,
  • installare Oracle VirtualBox con Windows 7 installato su Windows 10,
  • creare un dual boot con Windows 7 su una partizione dedicata, per poter avviare il PC con uno dei 2 sistemi a scelta.

Quella del netbook non era una malvagia idea. Considerando il costo di un Windows 7 nuovo, con un centinaio di euro in più avrei potuto avere un nuovo PC, leggerissimo da infilare nella borsa della macchina radiografica. Ma avendo già un costosissimo e nuovissimo portatile, e dovendo optare per una soluzione economica, ho deciso di lasciare questa soluzione per ultima.

VirtualBox

A questo punto, prima di mettere mano alle partizioni, ho pensato di provare VirtualBox di Oracle, per avere un Windows 7 “virtuale”, scoprendo però che la particolare modalità di gestione delle USB non è compatibile con i suddetti driver.

Non restava altro che tentare il dual boot !

PREMESSA

Su un PC con Windows 7, installare Windows 10 in dual boot su un PC dotato di Windows 7 è piuttosto semplice:

  • eseguo una deframmentazione sul disco da ripartizionare
  • con Gestione Disco di Windows 7 (strumenti di amministrazione > gestione computer > gestione disco) riduco la partizione di Windows 7 (tasto destro sul disco > riduci partizione)
  • creo una nuova partizione MBR o GPT
  • inserisco il CD/USB di Windows 10
  • avvio il PC da CD-ROM o USB
  • installo Windows 10 selezionando la nuova partizione come destinazione
  • sfrutto il manager di boot di Windows 10 all’accensione del PC per scegliere quale Windows far partire.

L’operazione non comporta particolari problematiche e Windows 10 riconosce e si adatta alla nuova partizione.

Se però ci si trova di fronte alla necessità di installare Windows 7 su un nuovo PC con Windows 10, si può andare incontro a diverse problematiche, derivanti dal tipo di hardware, dalle impostazioni del bios e dal tipo di formattazione dell’hard disk.

CONDIZIONI “QUASI” ESTREME: ASUS N552VW

Il portatile in questione, prodotto da Asus, nasce con Windows 10 e sembra essere confezionato e configurato appositamente per questo sistema operativo. Come tutti i nuovi PC, è corredato di Bios UEFI, Fast Boot e partizione GPT. Inoltre la maggior parte delle sue periferiche, comprese le USB, sono completamente sconosciute a Windows 7, e ciò rende la configurazione del sistema operativo decisamente complicata, anche perchè Asus ha rilasciato i driver solo per Windows 10.

Asus-N552VWLa fortuna di questo PC è che è dotato di un disco SSD, su cui ci sono Windows 10 e relativa partizione di ripristino, e un hard disk SATA usato come disco “Dati”. Dunque ho potuto evitare di toccare l’SSD installando Windows 7 in una partizione del disco secondario.

PRIMA DI COMINCIARE: OPERAZIONI PRELIMINARI

Come prima operazione ho creato un’immagine di sistema di Windows 10 (start > impostazioni > Aggiornamento e Ripristino > Backup) tramite la sua funzione di backup, e creato un DVD di ripristino. Se dovessi pasticciare troppo con il boot e le partizioni, potrò sempre riavviare Windows 10 grazie a questo DVD, e ripristinarlo tramite il backup.

Poi ho verificato che le cartelle utente di Windows 10 puntassero al disco C: di sistema:

  • in Impostazioni > Archiviazione ho impostato tutti i campi “Posizioni di salvataggio” in modo che puntassero al disco C:archiviazione
  • nella cartella utente, tasto destro su documenti/immagini/desktop eccetera > proprietà > Percorso, ho verificato il percorso di ogni cartella, impostandola se necessario per puntare a “C:\Utenti\[nome-utente]\…“.archiviazione2
  • Infine ho fatto il backup delle cartelle del disco secondario sul disco C:. In questo caso avevo Steam e Adobe su D:, quindi le ho copiate su C: (ma anche su un disco esterno va benone) prevedendo di ripristinarle su D: dopo aver installato Windows 7.

Ora Windows 10 non ha più collegamenti col disco secondario, e se dovessi combinare un guaio, potrò sempre ripristinare il backup.

Prevedendo di dividere il disco in 2 partizioni, ho fatto anche una deframmentazione per assicurarmi il maggiore spazio possibile. In questo caso ho usato l’utilità di deframmentazione dischi di Windows, ma spesso mi è capitato di trovarmi davanti a dischi pienissimi e frammentatissimi, ed ho preferito fare diversi passaggi con un programma free esterno che mi ha permesso di visualizzare lo stato del disco ed eseguire un’ottimizzazione approfondita: Auslogics Disk Defrag. Windows infatti non è in grado di ridurre una partizione “occupata” da file: lo spazio deve essere vuoto.

LA STRADA PER IL DUAL BOOT

In breve, provando ad installare Windows 7 su una partizione del disco secondario ho scoperto che:

  • il PC non ne voleva sapere di partire da CD,
  • a Windows 7 non piace un disco in GPT come disco di sistema,
  • Windows 7 va in confusione con dischi così diversi tra loro e il bios UEFI.

Ad ogni tentativo ho scoperto una magagna e dovuto trovare una soluzione, a partire dal tasto da schiacciare per visualizzare il menu di boot, per arrivare a scontrarmi con partizioni GPT e MBR, e ricerca del disco SSD dentro il portatile. Ebbene sì, alla fine di tutto, ho dovuto smontare provvisoriamente il disco con Windows 10 per rimontarlo solo alla fine !

Andiamo per gradi …

IMPOSTAZIONE DEL BIOS

Tenendo premuto F2 all’accensione del PC, sono riuscito ad entrare nel BIOS.

bios1Volevo solo far partire il PC da CD quindi ho cercato le opzioni di boot, scoprendo che ne esisteva una sola: la partizione di avvio di Windows 10.

bios2
Una volta disabilitato il Fast Boot e abilitata le opzioni CSM e le OpROM policies però sono apparse tutte le periferiche ! In effetti il Fast Boot serve proprio a permettere al bios UEFI di caricare il minimo indispensabile per poi lanciare Windows, e il Secure Boot impedisce l’avvio della macchina da supporti differenti da quello registrato con il sistema operativo (Win 8 / 10). L’opzione CSM serve proprio a disabilitare questi controlli ed attivare le OpROM tradizionali e caricare un sistema “normale” come Win 7 o Ubuntu.

bios3

Nota: a questo link trovate una spiegazione esauriente delle varie sigle citate (UEFI, CSM, Secure Boot …) e di ciò che fanno: rog.asus.com.

Tenendo premuto il pulsante [Esc] all’accensione del PC infatti ora si presenta il menu di boot che permette di scegliere da quale disco far partire il sistema. Ottimo !

boot-menu

Uno svantaggio di questa configurazione “classica” è certamente la velocità di avvio, che è drasticamente peggiorata. Questo portatile poi resta “morto” per circa 6 o 7 secondi, con il solo pulsante di avvio “acceso”, dopodichè la tastiera si illumina e solo dopo un paio di secondi appare la scritta “Asus” e il caricamento del sistema. Il problema sembra inevitabile ma in periodi in cui non si usa Windows 7, o se lo si usa poco, è possibile ripristinare il Fast Boot e quindi la velocità di avvio iniziale.

Bene, ora bisogna solo decidere dove installare Windows 7 e preparare la relativa partizione, e poi via col dual boot !

PRIMA PROVA: UNA NUOVA PARTIZIONE PER WINDOWS 7

Con Gestione Disco di Windows 7 (strumenti di amministrazione > gestione computer > gestione disco) ho ridotto la partizione del disco D: (tasto destro sul disco > riduci volume) di circa 80 GB, ed ho creato una seconda partizione “primaria” con lo spazio recuperato, formattandola in NTFS e chiamandola “Win7”.

gestione disco1

Ho inserito il cd Windows e riavviato il PC tenendo premuto [Esc]. Ho scelto il DVD dal menu di boot e atteso che partisse l’installazione di Windows 7. Una volta cliccato su “Personalizzata (utenti esperti)”, Windows mi ha presentato la lista delle partizioni disponibili per scegliere su quale essere installato. Ho cliccato sulla partizione da 80 GB badando bene che fosse quella giusta, e da qui l’amara scoperta: un messaggio mi ha comunicato che Windows non poteva essere installato in quella partizione.

Con una breve ricerca mi sono accorto che il disco era formattato in formato GPT e che Windows 7 a 32 bit esige invece il formato MBR per il disco di sistema.

SECONDA PROVA: CONVERSIONE DA GPT A MBR

Con un fantastico programmino in versione gratuita, AOMEI Partition Assistant Standard Edition 6.0, ho convertito il disco secondario da GPT a MBR. Basta eseguire il programma, cliccare col destro sul disco in questione, selezionare “convertire in MBR”, e premere il pulsante “Applicare”, a sinistra nel menu in alto. In pochi secondi il disco è diventato MBR, senza perdere dati o partizioni !

aomei-partition-assist

Ritento l’installazione di Windows e questa volta mi apparse il famigerato messaggio di errore:
Impossibile installare Windows: errore 0x80300024

Riparto con la ricerca e capisco che ci sono diversi fattori che causano questo errore, legati fondamentalmente ad una qualche incompatibilità rilevata nelle periferiche.

TERZA PROVA: DISCO DEDICATO

Dopo aver verificato tutte le impostazioni, decido di riformattare completamente il disco D: e “offrirlo” per intero, e fresco di configurazione, a Windows 7. La cosa però non ha funzionato neanche dopo averlo riconfigurato utilizzando DiskPart di Windows.

DiskPart: partizioniamo un disco da console di setup di Windows

In effetti se non si ha la fortuna di avere già un sistema operativo che ci aiuta a configurare i dischi, bisogna usare Diskpart. Basta far partire l'installazione di Windows 7 e premere Shift+F10 quando appare la prima schermata di setup. Nella finestra "Dos" che si apre, bisogna digitare "DiskPart" per aprire la relativa console. A questo punto è possibile configurare il disco utilizzando i seguenti comandi:

>list disk (per vedere gli ID dei dischi e riconoscere quello da partizionare)
>select disk 1 (cambia 1 con l'ID del disco da partizionare)
>clean
>create partition primary
>select partition 1
>active
>format fs=ntfs quick
>exit

Ed ecco un disco ripartizionato e fresco di formattazione, pronto per ospitare il sistema operativo.

QUARTA PROVA: via l’SSD !

L’errore 0x80300024 dice che dell’hardware, o una determinata configurazione del disco, sta dando fastidio all’installer di Windows. Io gli ho messo a disposizione un HDD MBR appena formattato, disabilitando UEFI/Fast Boot e abilitando il CSM e le policy PXE OpROM, insomma tutto quello che serve per la “retrocompatibilità” con Windows 7. Certo ci poteva essere chissà quale altro hardware che gli dava fastidio, ma la cosa più vicina alle esigenze di installazione in fase di scelta della partizione sembrava essere proprio la presenza l’altro disco: quello SSD.

Munito di cacciavite magnetico a stella e leva in plastica ho smontato il coperchietto posteriore, poi il disco SATA secondario, tolto il DVD e infine l’intero guscio posteriore del portatile, utilizzando la leva per sbloccare le linguette perimetrali che lo tengono attaccato allo chassis. Una volta identificato l’SSD, che in questo PC è una scheda elettronica inserita in uno slot, in alto a sinistra, giusto sotto i tubi del dissipatore, ho provveduto a scollegare il connettore della batteria, per sicurezza, e l’ho smontato.
chassis1Per aprire il portatile è necessario rimuovere tutte le viti posteriori, le 3 viti sotto il DVD e quelle sotto il coperchietto posteriore, dove si trova il disco secondario.

Dopo aver riposto l’SSD in un sacchetto antistatico e rimontato il disco secondario, il DVD e il guscio in plastica, bloccandoli con un paio di viti, ho riavviato il PC che questa volta ha caricato il DVD di Windows senza dover aprire il menu di boot.
Finalmente, per la prima volta sono riuscito ad andare oltre la selezione del disco ! E così è partita l’installazione di Windows 7.

LE PARTIZIONI DI WINDOWS 7

Alla fine mi sono reso conto di aver installato Windows 7 sul disco secondario senza prima creare le 2 partizioni. Poco male: una volta terminata l’installazione ho ridotto la partizione di Windows 7 a 80 GB, creandone una grande, secondaria, da usare come disco “DATI” sia per il 10 sia per il 7. Quindi una volta ridotta la partizione primaria di quello che Windows 7 vede come disco C:, ho creato la partizione D: (o E, o la lettera che si preferisce) con lo spazio restante. Su un HDD da 1 TB si vedono circa 940.000 MB disponibili: inserendo 840.000 nel campo “riduci”, ho ottenuto C: da 100 GB e D: da 840 GB circa.

Un’altra operazione, vivamente consigliata, è quella di nascondere le partizioni inutili ai 2 sistemi operativi, e far puntare le cartelle utente al disco “DATI”, creando una cartella “users” per ogni sistema (“users-w10” e “users-w7”), per poter accedere ai documenti da entrambi i Windows. Su Windows 10 è inutile che nel “mio computer” vengano visualizzate le partizioni di ripristino e di Window 7, e anche su quest’ultimo, vedere il disco SSD privato di Windows 10 è poco pratico, se non pericoloso.

Per nascondere i dischi basta accedere a “Gestione Disco”, cliccare col destro sulla partizione da nascondere e selezionare “cambia lettera o percorso di unità”; nella finestrella che si aprirà, cliccare su “Rimuovi” e premere OK. Il disco non viene toccato, i dati restano e basterà riassegnargli nuovamente una lettera per farlo riapparire anche in “Gestione Risorse”.

gestione disco2

COME FARE IL DUAL BOOT ?

Il bios è impostato per avviare il PC dal disco SSD con Windows 10, che è il sistema che verrà usato più di frequente. Il fatto che il PC non chieda quale sistema avviare ad ogni accensione non è male … avvio più veloce, senza la necessità di intervento dell’utente.

La soluzione ideale quindi è quella di sfruttare il menu di boot del bios, che appare tenendo premuto [Esc] durante l’accensione. Basta selezionare il disco secondario e parte Windows 7 !

boot-menu

I DRIVER PER WINDOWS 7

La domanda che mi faccio sempre mentre aspetto il primo avvio di Windows 7 è “chissà se va la scheda di rete o se devo scaricare i driver con un altro PC?”. A volte infatti capita che Windows non abbia dei driver completamente compatibili col chipset di turno e con le periferiche comuni, e la scheda di rete è la prima a farne le spese. In questi casi basta avere un altro PC con cui scaricare i driver del chipset ed Ethernet, e copiarli sul primo tramite USB.

Ma in questo caso Windows 7 ha riconosciuto ben poco: scheda video in modalità compatibile, lettore DVD generico, tastiera italiana standard e … niente altro ! Non funzionava nulla: rete, wifi, USB … il PC era completamente isolato. E come se non bastasse, la Asus offre il download dei driver di questo portatile solo per Windows 10.

In questo caso l’unica possibilità è quella di masterizzare un CD col secondo PC, su cui inserire il software da installare sul portatile. In realtà la presenza del disco SSD e di Windows 10 mi ha permesso di evitare tutto ciò e scaricare driver e software salvandoli sul disco “DATI”, condiviso dai 2 sistemi operativi.

Ma … quali driver ?
Con un programma freeware chiamato HWiNFO ho potuto prendere nota del nome del chipset e delle varie periferiche, e cercare su Internet i relativi driver. In questo caso ho anche avuto un po’ di fortuna, perché la Intel mette a disposizione un utilissimo tool che identifica i suoi prodotti e permette di scaricarne i driver. Su https://downloadcenter.intel.com è infatti possibile scaricare ed eseguire “Intel driver Update Utility” che farà una scansione del sistema elencando l’hardware Intel rilevato. Grazie a questo tool ho potuto scaricare i driver di chipset, USB, scheda wifi e scheda grafica, mentre la scheda LAN RealTek ha avuto bisogno di una ricerca a parte, sul sito del costruttore.

hw2

In ogni caso utilizzando marca e sigla della periferica, generalmente si riesce a trovare un driver adatto o compatibile. Anche se la mia ricerca, una volta scoperto che la scheda audio funzionava, si è fermata lì, perché le funzioni Asus della tastiera, la gestione della doppia scheda video Intel e nVidia e altri piccoli dettagli non erano di utilità al fine di usare l’apparecchiatura radiografica.

drivers

WINDOWS 7 UPDATE

Da diversi mesi mi capita sempre più spesso di non riuscire a scaricare gli update del 7 … ho letto e seguito mille guide su come risolvere il problema, senza però arrivare mai a nulla. La finestrella di “ricerca in corso” resta lì, ferma per giorni. Dico davvero: 24 ore di ricerca consecutiva senza mai presentarmi uno straccio di aggiornamento, se non il primo che viene fatto, che aggiorna solo il motore di Windows Update.

Esiste una soluzione fantastica a questo problema: WSUS Offline Update. Questo programma gratuito permette di scaricare tutti gli aggiornamenti necessari (da un qualsiasi PC) per poi installarli in modalità offline, ovvero anche senza collegamento internet.

wsuofflineUna volta scaricato da www.wsusoffline.net, estrarre la cartella contenuta nell’archivio compresso e salvarla proprio PC (ovunque). Dentro la cartella “wsusoffline“, fare doppio click su “UpdateGenerator.exe” e selezionare le varie opzioni per il download dalla finestra principale. Bisogna decidere tra x86 e x64 (Windows a 32 o a 64 bit), scegliere se scaricare i framework .NET, Windows Defender, Microsoft Essentials e anche le varie opzioni per Microsoft Office. Si possono scaricare gli update di Windows 7, 8 e 10. Infine è possibile copiare gli update su USB, salvarli in locale o creare una immagine ISO da masterizzare su DVD.

Una volta scaricato tutto, il programma comunicherà le modalità di installazione. Ad esempio se abbiamo salvato gli aggiornamenti sull’hard disk, si dovrà cliccare su “UpdateInstaller.exe“, nella cartella “wsusoffline\client“, e poi scegliere se permettergli di riavviare da solo il PC o farlo noi manualmente. Se si sceglie l’opzione manuale, dopo il riavvio (se comunicato espressamente dalla finestra di lavoro di wsusoffline), bisognerà eseguire “Update.cmd“, sempre nella cartella “wsusoffline\client“, per proseguire con gli update.

CONCLUSIONI

Ci sono tantissime guide passo passo per creare un dual boot, e tanti accorgimenti e consigli per evitare i problemi di installazione sopracitati, ma ogni caso richiede una particolare attenzione all’analisi del proprio hardware. E spesso piccoli dettagli che sembrano insensati sono invece ciò che ci separa dalla soluzione.

I primi tentativi che ho fatto sono serviti ad arrivare alla soluzione, ovvero rimuovere il disco SSD. Ma se non avessi convertito il disco da GPT a MBR, non sarei comunque riuscito ad installare Windows 7 !

Cosa non ho provato ?

Non so se sarei riuscito ad installare Windows 7 in una partizione dell’SSD di Windows 10… probabilmente avrei dovuto convertirlo in MBR, riformattarlo completamente, installare Windows 7, creare una seconda partizione e reinstallare Windows 10, che alla fine si adatta e gestisce anche il boot manager.

Dunque, riassumendo:

  • disabilitare l’opzione del bios “Fast Boot” e abilitare il “CSM”
  • preparare un disco (o partizione) in formato MBR
  • togliere gli eventuali altri HDD, soprattutto SSD e di sistema di Windows 10
  • installare Windows 7
  • rimontare l’SSD
  • dividere il disco di Win7 in 2 partizioni creandone una grande e condivisa (D: DATI)
  • spostare le cartelle utente su “DATI”
  • ricercare i driver con HWiNFO su Windows 10
  • installare i driver in Windows 7
  • aggiornare Windows 7 con WSUS Update

Si sono rivelati molto utili i seguenti programmi:

 

 

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